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Fiorella Anticoli, nata a Roma il 19 luglio 1941, era la figlia di Leone Anticoli, dispensato dal servizio dall’Istituto Nazionale di Geofisica il 4 marzo 1939 (vd. la sua storia di espulsione e reintegro). Fiorella fu catturata durante la razzia nazifascita di Roma, il 16 ottobre 1943, insieme alla nonna, Fiorina Spizzichino, madre di Leone, nel luogo della loro residenza, via Carletti 8. Furono detenute al Collegio Militare di via della Lungara e deportate ad Auschwitz il successivo 18 ottobre, per essere presumibilmente assassinate al loro arrivo al campo, il 23 ottobre 1943.

Si riporta, in questa drammatica pagina di memoria, parte della documentazione archivistica ricevuta in gentile concessione dagli Arolsen-Archives, il centro internazionale di documentazione sulla persecuzione nazista, a completamento di quanto originariamente diffuso e trattato in Gentiloni Silveri e Palermo (2012), poi pubblicato in Winkler et al. (2024). La trattazione in addendum, di febbraio 2025, include la documentazione relativa al racconto della cattura di Fiorina e Fiorella, rinvenuta da Liliana Picciotto, saggista e storica della Fondazione Centro Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC).

Il 5 dicembre del 1950, Leone Anticoli, in qualità di impiegato dell’Istituto Nazionale di Geofisica, chiese all’UNESCO, in una lettera straziante, in cui è evidente il refuso sulla data di nascita della figlia, di rintracciare la sua bambina, anche a nome della moglie (Letizia Di Segni), definita: “la povera mamma che ancora spera”. Allegò una foto di Fiorella, trasmessa anche essa in riproduzione dagli Archivi Arolsen. 

Il 23 gennaio 1951Vera Samsonoff, responsabile della Child Tracing Branch dell'International Tracing Service (ITS), rispose chiedendo ulteriori dettagli a Leone, principalmente in merito alla relazione con altri bimbi di nome Fiorella Anticoli, già inseriti negli elenchi di ricerca di 32 bimbi scomparsi risalenti all'8 luglio1949, in un contesto di diffusa omonimia tra persone deportate.

Nella sua successiva risposta, del 1° febbraio 1951, Leone spiegò che, oltre a sua figlia, le altre due bimbe di nome Fiorella Anticoli erano sue nipoti: una era la figlia del fratello Angelo Anticoli, deportato con la moglie Celeste Zarfati, insieme ai quattro figli, la suocera e la cognata, il 20 maggio del 1944. Tale data non è confermata in Picciotto (2002), che riferisce il 10 aprile 1944 come data d’arresto di Angelo e l'11 aprile di Celeste e dei figli, con successiva detenzione a Roma, in carcere, per poi essere trasferiti a Fossoli e poi ad Auschwitz il 26 giugno 1944, con il convoglio n. 13, con arrivo il 30 giugno 1944.

La terza bambina di nome Fiorella era la figlia dell’altro fratello di Leone, Giacomo Anticoli, dispensato dal servizio a marzo 1939 presso il CNR, dove risiedeva con la famiglia per le sue mansioni di autista e usciere. Da lì, furono allontanati, per mai più tornare, catturati durante la razzia nazifascista del 16 ottobre del 1943. Le figlie, Fiorella e Luciana, avevano 8 e 5 anni, quando furono uccise all’arrivo ad Auschwitz, il 23 ottobre 1943. Grazie alle ricerche operate nell’ambito del progetto Pagina della Memoria da Alessia Glielmi, Responsabile della Gestione Documentale e degli Archivi del CNR, alla famiglia di Giacomo Anticoli, il 10 gennaio 2024, sono state intitolate le pietre d’inciampo posate al piazzale d’ingresso della sede centrale del CNR, durante una cerimonia istituzionale seguita da un convegno. Alla famiglia di Giacomo Anticoli, il CNR ha dedicato un approfondimento.

Il 12 febbraio 1951 l'ITS chiese all’Agenzia Ebraica per la Palestina di verificare la presenza di Fiorella nei loro registri, ottenendo, il 9 maggio 1951, risposta negativa, inviata a Leone il 21 giugno 1951.

Il 14 febbraio 1951 Vera Samsonoff scrisse nuovamente a Leone Anticoli per avvisarlo dell’inizio delle ricerche presso il Committe of Liberated Jewish in Polonia, annunciando anche la restituzione della foto di Fiorella, l’unica di cui Leone disponeva. Risale al successivo 2 marzo la lettera inviata da Vera Samsonoff al comitato di Varsavia.

Il 18 aprile 1951 Vera Samsonoff scrisse nuovamente a Leone Anticoli, questa volta per informarlo che i loro uffici erano passati sotto il controllo dell’Allied High Commission, non potendo pertanto svolgere ulteriori indagini su Fiorella, e rivolgendo a Leone Anticoli il consiglio di contattare i funzionari della Commissione governativa sovietica che supervisionava i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau, perché una parte dei bambini liberati era stata trasferita in Crimea, nei sanatori infantili.

Il 27 giugno 1951 Leone Anticoli rivolse un ringraziamento a Vera Samsonoff per gli sforzi compiuti, dichiarando di non voler desistere dall’idea di voler rintracciare la figlia, e sperando ancora di poterla un giorno rivedere.

L’incartamento si conclude con la nuova richiesta del 10 giugno del 1963 al Comitato Internazionale della Croce Rossa, ricavando, i3 ottobre, i dati incompleti contenuti nell’Elenco dei Deportati dall’Italia negli anni 1943-44.

Addendum - febbraio 2025

Il 13 gennaio 2025 Liliana Picciotto, saggista e storica della Fondazione CDEC e autrice della fondamentale ricerca sulla deportazione degli ebrei dall'Italia, la cui foto di copertina ritrae proprio Fiorella Anticoli (Picciotto, 2002) ha rinvenuto la testimonianza che raccoglie il racconto della cattura di Fiorina e Fiorella a via Carletti 8, luogo di loro residenza, come rilasciato, presumibilmente negli anni ’70, sotto forma di intervista a Letizia Di Segni e a Italia Anticoli, rispettivamente moglie e sorella di Leone. Nel documento emergono gli stenti della famiglia di Leone, che ricorda “quegli ultimi tempi, fatti ancora più difficili specie da quando fui mandato via dal mio ufficio all’Università” e le drammatiche fasi dell’irruzione dei nazisti nella loro casa, con la cattura di Fiorina, e il tentativo operato dalla signora Nicolina, la portiera sostitutrice provvisoria dello stabile, di salvare Fiorella, togliendola dalle braccia della nonna dicendo: “vieni amore, vieni da zietta tua”, per far credere che fosse sua nipote. Fiorella, vedendo caricare sul camion Fiorina, si mise a piangere e a gridare disperatamente: “Nonna, nonna!”. Così, i tedeschi fecero “dietro-front”, strappandola dalle braccia della portiera. Non ci fu più nulla da fare per frenare l’impetuosità di quei brutali assassini, come disse la Signora Nicolina.



Nota

La testimonianza è stata generosamente rinvenuta e concessa per gli scopi del sito e del progetto "Pagina della Memoria" dalla Fondazione CDEC; è da citarsi: "Dialogo con Letizia e Italia al San Michele, Fotocopia presente in Archivio CDEC, Fondo Vicissitudini dei singoli, Serie I, b.1, fasc.16”. È stata rinvenuta in occasione delle commemorazioni curate dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in onore di Fiorella e Leone Anticoli e di Fiorina Spizzichino.

Il 14 gennaio 2025 è stata curata la posa della pietra d’inciampo dedicata a Fiorina, nel luogo di residenza e cattura, in via Carletti 8; è seguita l’apposizione di una targa presso la sede centrale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, in via di Vigna Murata 605, Roma, seguita da un convegno alla presenza di rappresentanze istituzionali, militari ed ebraiche. Si riportano i link al programma dell’evento e alla sua cronaca.

Il 12 febbraio 2025, sempre in via Carletti, è stata infine posata la pietra d’inciampo intitolata alla piccola Fiorella.

Bibliografia

Gentiloni Silveri, U., Palermo, S., 2012. 16.10.1943. Li hanno portati via. Ed. Fandango, Roma

Picciotto L., 2002. Il libro della memoria: Gli ebrei deportati dall’Italia, 1943-1945. Mursia, Milano

Winkler, A. et al., 2025. “Pagina della Memoria: a project about the scientific and cultural impact of the Italian ‘Racial Laws’. To the memory of Fiorella and Leone Anticoli”, JOURNAL OF GEOETHICS AND SOCIAL GEOSCIENCES, 2(Special Issue), pp. 1–24. doi:10.13127/jgsg-50.

Ringraziamenti

Si ringrazia Bice Migliau, già direttrice del Centro di cultura della Comunità Ebraica di Roma, per il fondamentale aiuto nel ricollegare le vicende di Fiorella Anticoli al padre Leone, dell’Istituto Nazionale di Geofisica.

Si ringraziano Umberto Gentiloni Silveri e Stefano Palermo, rispettivamente docenti di Storia Contemporanea di Storia Economica presso l’Università Sapienza di Roma, per la loro opera di ricerca sulle vicende di centinaia di bambini ebrei romani deportati dai nazisti tra il 16 ottobre 1943 e la primavera del 1944 e assassinati nei campi di sterminio, cui questo testo fa riferimento.

Si ringraziano gli Archivi Arolsen per la gentile e fondamentale concessione dei documenti da loro conservati su Fiorella Anticoli, qui in parte riprodotti, comprensivi dei codici di riferimento archivistico, e a cui vanno rivolte eventuali richieste di ulteriore riproduzione e diffusione.

Si ringrazia Liliana Picciotto, saggista, specialista della storia degli ebrei in Italia in età contemporanea, storica della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea CDEC, con sede a Milano. È membro del comitato scientifico della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la realizzazione del padiglione italiano nel museo di Auschwitz. Nel 2023 ha ricevuto dal Presidente Mattarella la nomina di Commendatrice della Repubblica.

Si ringrazia l’Associazione “Arte in Memoria” per l’opera di posa delle pietre d’inciampo.

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pietre fiorina fiorellaLe pietre d’inciampo dedicate a Fiorina Spizzichino e a Fiorella Anticoli, in via Carletti 8, luogo di loro residenza e cattura. La posa è stata curata dall’associazione “Arte in Memoria”, su richiesta dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

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La targa in onore di Leone, Fiorella e Fiorina, apposta dinnanzi alla sala conferenze dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il 14 gennaio 2025

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